Documento di presentazione della

Rete per l’educazione libertaria italiana

 

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CONTENUTI

PREMESSA

1. QUALI REALTÀ E PROGETTI SEGUIRE E SOSTENERE

2. QUALI FORME E FIGURE DELLA RELAZIONE

2.1 I gruppi educativi libertari

2.2 Decide il gruppo in presenza

2.3 Il ruolo dei genitori

3. LA FORMAZIONE DELL’EDUCATORE LIBERTARIO

3.1 Le pratiche libertarie

4. QUALE RAPPORTO TRA I GRUPPI DI EDUCAZIONE LIBERTARIA E LE ISTITUZIONI

4.1 Autonomia come prassi

4.2 Le istituzioni scolastiche

5. STRUTTURA e  ORGANIZZAZIONE DELLA RETE

5.1 Obiettivi e necessità emerse

 

PREMESSA

 

Il documento che segue ha lo scopo di precisare obiettivi e intenzioni della rete dell’educazione libertaria.

E’ frutto dello scambio e della riflessione avvenuta, in più occasioni di incontro, fra le persone che hanno scelto:

  • di partecipare attivamente allo sviluppo della rete,
  • di farsi promotrici di realtà educative autogestite,
  • di  costituire scuole  libertarie – democratiche autogestite in Italia.
  • di coloro che si pongono come obiettivo la sperimentazione di pratiche libertarie

 

Questi gli ambiti affrontati:

  • quali realtà e progetti la rete ha interesse a promuovere, seguire e sostenere;
  • quali, all’interno di tali esperienze, le possibili relazioni tra bambini/e, ragazzi/e, educatori/trici e genitori;
  • quale formazione per l’educatore/trice che opera in simili contesti;
  • quale il rapporto tra i progetti, le realtà che nascono e le istituzioni (pubbliche amministrazioni, enti e istituzioni che erogano fondi, scuole, famiglie, …);
  • quale possa essere la struttura più efficace e dinamica della rete, in particolare dal punto di vista della comunicazione/divulgazione.

Nell’articolare le suddette questioni, si è cercato di :

  •    offrire alla discussione collettiva uno sfondo che definisca natura e caratteri generali dell’esperienze  educative libertarie, a partire da alcune loro specificità.
  • definire meglio gli ambiti dell’operatività della rete e i contesti che questa intende seguire e sostenere,
  • distinguere tali esperienze da altre, non tra loro assimilabili (Es. scuole private, parificate, scuole steineriane, homeschooling …) .

Va precisato che le realtà esistenti attualmente in Italia non nascono come espressione della rete, bensì nascono spontaneamente, in determinati contesti territoriali, sotto il segno di una intenzionalità autonoma, autoeducativa e libertaria.

Nei confronti di tali realtà la rete cerca di svolgere azioni di sostegno e di coordinamento; oltre a farsi carico, per quanto possibile, della loro promozione e diffusione.

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«In un certo senso si potrebbe dire, insomma, che l’essere umano non è proprietà di nessuno. Questo è il principio. Non è proprietà né della madre, né del padre, né della scuola, né della fabbrica, né dello Stato; che ha il diritto di vivere una vita felice e che, per nessuna ragione, una società gli può impedire questo.»

(Mario Lodi, da: Quando la scuola cambia, di Vittorio de Seta)

 

1. QUALI REALTÀ E PROGETTI SEGUIRE E SOSTENERE

 

La rete per l’educazione libertaria intende promuovere, seguire e sostenere quelle esperienze educative libertarie che, in forma auto-organizzata, si costituiscono in pubblici gruppi educativi con il preciso obiettivo di garantire a bambine e bambini, ragazze e ragazzi, “il diritto di decidere individualmente come, quando, che cosa, dove e con chi imparare” ed “altresì il diritto di condividere in modo paritario le scelte che riguardano i loro ambiti organizzativi […] stabilendo, se ritenuto necessario, regole e sanzioni.(Berlino 2005 – Conferenza internazionale per l’Educazione Democratica).

Tali contesti educativi, auto-organizzati e così costituiti, composti da bambini/e, ragazzi/e, educatori-accompagnatori e genitori si auto-definiscono in forme altre e diverse rispetto alle istituzioni comunemente preposte all’educazione (scuole di Stato/private/familiari/convitti, ecc.)

Riguardo ad alcuni caratteri distintivi dei contesti educativi che la rete intende seguire e sostenere, vi sono alcuni aspetti generali di sfondo che, pur nella diversità delle singole esperienze, appaiono comuni e meritano quindi di essere sottolineati.

I gruppi educativi libertari realizzano forme concrete di relazione educativa che garantiscono:

  • la possibilità, per bambine/i e ragazze/i, di scegliere liberamente per se stesse/i come, quando, che cosa, dove e con chi apprendere;
  • la possibilità per bambine/i, ragazze/i di riconoscere e ridiscutere costantemente le forme della propria relazione sia tra pari che con adulti liberamente riconosciuti quali autorevoli e credibili interlocutori;
  • la possibilità di vivere serenamente in presenza, nel segno della scoperta e dell’incontro, rapporti mai definiti o istituiti una volta per tutte e, di fatto, non pre-determinati da alcuna struttura istituzionale, sia essa di natura scolastica o familiare;
  • la possibilità di partecipare ad una esperienza educativa continuativa,, di fatto esterna al nucleo familiare e parentale, che privilegia l’autonomia, la contestualità, la contingenza e l’incidentalità, nell’apprendimento;
  • la parteci0pazione ad un’esperienza educativa che presenta un forte carattere di autoeducazione, che vede significativi momenti di crescita autonoma vissuti da soli o nel gruppo tra pari, anche in assenza di una relazione diretta con l’adulto;
  • la possibilità, per bambine/i, ragazze/i, di partecipare alle decisioni che riguardano ogni ambito organizzativo del gruppo, con libertà di parola e pari riconoscimento;
  • la possibilità che ad ogni soggetto sia garantito il riconoscimento delle differenze e la pari dignità nella presa di parola come nella presenza del corpo, nella partecipazione attiva come nella manifestazione improduttiva, nella scoperta di se come parteciazione al gruppo, in relazione alle altre e agli altri.

La rete si prefigge lo scopo di seguire e sostenere con particolare energia quei contesti educativi che si impegnano in una progettualità che favorisca e accompagni la libera crescita della persona dall’infanzia all’età adulta.

 

2. QUALI FORME E FIGURE DELLA RELAZIONE

2.1 I gruppi educativi libertari

Nelle esperienze educative libertarie i  portatori di istanze, desideri, bisogni, aspirazioni, sogni sono i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze, il gruppo tra ‘pari’ – che non vuol dire necessariamente di medesima età -, in quanto soggetti liberi di crescere e di apprendere.

Questo significa, ben al di là di un vuoto pronunciamento retorico, che gli adulti (educatori e genitori) sono in una disposizione d’animo, in relazione a ragazzi/e e bambini/e, che li rende pronti ad un ascolto attivo e una posizione di accompagnamento, anche se espressi in forme che variano a seconda della contingenza e del contesto più generale in cui la relazione si compone e, ovviamente, con responsabilità diverse.

Sono comunque i ragazzi e le ragazze, i bambini e le bambine che ‘pro-muovono’ la vita e le attività del gruppo educativo libertario, esprimendosi, contribuendo attivamente, prendendo libere decisioni, nelle forme che il gruppo si è dato.

2.2 Decide il gruppo in presenza

Un principio largamente condiviso nelle esperienze in atto sostiene in questo senso che le decisioni, in merito a differenti aspetti dell’esperienza educativa – dalla costruzione di regole condivise alla conduzione delle attività individuali e di gruppo, ai bisogni psicofisici ed espressivi, sino alle scelte relative al cibo, all’alimentazione – vengono prese prioritariamente dal gruppo che vive quotidianamente l’esperienza educativa stessa.

A partire dalla considerazione che l’educazione al di fuori della relazione si riduce ad inculcare un (o alla mera trasmissione di un) sapere vuoto, sono i ragazzi/e e i bambini/e, accompagnati e sostenuti dagli educatori, da loro liberamente riconosciuti quali figure significative di riferimento, a decidere cosa fare, come condurre una certa attività, cosa mangiare, come impiegare il proprio tempo, come stare in relazione tra loro.

Questo aspetto ha un ruolo centrale e fondante e racchiude il senso stesso di un cammino educativo ispirato alle pratiche libertarie.

La comprensione di quanto questa pratica sia congeniale ai bambini/e ragazze/i e di quanto risulti efficace anche negli aspetti legati più specificatamente all’apprendimento è possibile solo attraverso l’osservazione diretta di tali esperienze.

Da parte di chi intraprende tale percorso come educatore /educatrice è necessario compiere una destrutturazione di un modello educativo trasmissivo tradizionale, per liberare e mettere in gioco i propri desideri e talenti, la continua ricerca di esperienze a lui congeniali che lo arrichiscano e un stato di consapevolezza sulle sue modalità espressive e comunicative.

Per un genitore è fondamentale la scelta in positivo per il proprio  figlio/figlia di tali esperienze, scelta non dettata da un generico desiderio di esperienze alternative alla scuola statale, confessionale o privata.

2.3 Il ruolo dei genitori.

 I genitori che decidono di promuovere e far partecipare i propri figli a tali esperienze devono essere consapevoli che si tratta di un’esperienza di autonomia reale che, proprio per questo motivo, diviene prioritaria e fortemente significativa per la crescita equilibrata del soggetto in relazione ad altri, all’ambiente e al suo desiderio soggettivo.

La figura del genitore si muoverà sul terreno di un ascolto attivo e di un accompagnamento che riconosce, con sensibilità e posizione differenti da quelle dall’educatore/trice, situazioni di pienezza e soddisfazione dell’essere, come  eventuali situazioni di disagio.

 

Il genitore, a partire da quanto coglie e avverte, si confronterà con i propri figli/e e con gli educatori e le educatrici, individualmente e nei momenti e nei tempi che il gruppo ha deciso di darsi a tale scopo (momenti assembleari).

Questo dialogo vitale e utile resta però all’interno  di scelte e modi condivisi nel progetto educativo libertario, modi che garantiscono e richiamano come prioritaria l’esperienza di crescita libera di bambini/e e ragazzi/e.

 

In forme che variano da contesto a contesto, il genitore può partecipare a momenti collettivi ove si prendono decisioni che attengono ad aspetti gestionali, di indirizzo e/o di amministrazione, a seconda di come il gruppo, nella sua interezza, li ha determinati e, nel tempo, definiti.

 

La rete, raccogliendo le diverse esperienze educative libertarie sia in Italia che all’estero, offre, al dibattito sul ruolo e la partecipazione del genitore e della famiglia, un punto di vista orientato a  considerare prioritarie le scelte operate dai gruppi educativi ( bambine/i ragazze/i e educatori, accompagnatori).

 

Obiettivo della rete è favorire, attarverso la riflessione e il confronto, una relazione positiva tra il gruppo educativo e i genitori che lo sostengono.

Si tratta di comprendere a pieno quanto la scelta compiuta dai genitori, di far vivere ai propri figli/e un’esperienza educativa libera e autonoma, comporti la disposizione a non esercitare alcuna forma di controllo e di ingerenza sull’esperienza compiuta dal gruppo in presenza. Il legittimo desiderio dei genitori di partecipare alla vita del gruppo non può tradursi in negazione dell’autonomia dei soggetti che compiono quotidianamente la loro esperienza autoeducativa.

Si tratta quindi di trovare insieme il modo di sottrarsi alla volontà, più o meno conscia da parte dell’adulto (genitore e educatore/accompagnatore), di esercitare un controllo, una ‘proprietà’, su bambini/e, ragazzi/e che invece hanno tutto il diritto di vivere ed esprimere liberamente la propria personalità e i propri talenti.

 

L’utilità di una riflessione intorno ad una relazione adulto-bambino/adolescente che non sia ‘adultocentrica’,  riteniamo possa essere di supporto ad eventuali dinamiche di contrapposizione nel confronto tra educatori-accompagnatori e genitori.

 

3. LA FORMAZIONE DELL’EDUCATORE LIBERTARIO

3.1 Le pratiche libertarie

La relazione educativa libertaria fra persone grandi e piccole è volta a permettere la possibilità di compiere esperienze educative di scoperta del mondo, di se stessi/e in relazione agli altri/e che siano effettivamente e realmente autonome, libere e vissute per se stessi/e come significative.

 

In questo senso non è possibile che all’autorità imposta dalle istituzioni, siano esse scuola di stato/privata o famiglia, si sostituisca l’autorità imposta dall’educatore/trice. Nelle esperienze di educazione libertaria, una qualsivoglia forma di autorità si dà solo e soltanto se liberamente e autonomamente riconosciuta dal soggetto che sceglie come e con chi condividere la propria esperienza autoeducante.

 

La rete, al fine di chiarire nel modo più ampio e condiviso possibile questioni così delicate e su un tema ricco di complessità e incertezze, quale quello della formazione degli educatori/trici (o accompagnatori/trici) che operano in contesti di educazione libertaria, intende favorire momenti di riflessione, pratica e scambio intorno alle seguenti problematiche:

 

  • il rischio di forme di autoreferenzialità, di eccessiva centralità della figura dell’adulto, con il relativo rischio di comportamenti di tipo autoritario.
  • le modalità, le forme e le esperienze soggettive che favoriscono e consentano un dialogo fecondo nella reciproca alterità e che privilegino autenticità, sincerità, esposizione di sé (non temere di mostrare propri limiti e difetti) e una capacità di ascolto e di partecipazione  che consenta di modificare facilmente la propria prospettiva come di assumere le ragioni dell’altro/a per poi, se richiesto, esplorarle insieme.
  • come e con quali apporti teorico-pratici, in merito all’acquisizione e all’apprendimento da parte di bambine/i e ragazze/i, vadano esclusi metodi educativi e programmazioni che prevedano contenuti predefiniti e preordinati formalizzati dall’educatore/trice in programmi da attuare e verificare.
  • le problematiche nuove e diversamente complesse che si producono là dove si entra in relazione con fasce di età successive a quella dell’infanzia.

 

La  rete si prefigge di avviare un processo di confronto su quali percorsi avviare e quali possibili risposte dare ad un bisogno di formazione degli accompagnatori che le stesse realtà educative libertarie presenti in Italia manifestano.

 

4. QUALE RAPPORTO TRA I GRUPPI DI EDUCAZIONE LIBERTARIA E LE ISTITUZIONI

 

4.1 Autonomia come prassi

In relazione a questo punto si ritiene che le esperienze educative libertarie partono e nascono dalla considerazione che, per dirla con un motto,  si reggono sulle proprie gambe.

 

Altrimenti detto, la possibilità di reperire fondi, sovvenzioni o quant’altro, grazie alla creazione di rapporti definiti a tale scopo con soggetti istituzionali (enti pubblici e privati, fondazioni, comunità europea ecc.), non deve pregiudicare la tenuta e la crescita delle stesse esperienze educative.

 

Nell’ottica di un movimento di riappropriazione della gestione collettiva e condivisa del soddisfacimento di bisogni essenziali la rete si offre come supporto per divulgare pratiche e soluzioni volte a sostenere le  micro comunità rappresentate dai gruppi di educazione libertaria autogestiti allo scopo di creare sempre maggiori possibilità di sussistenza.

 

4.2 Le istituzioni scolastiche

Nei confronti delle istituzioni scolastiche statali e private la  rete è interessata a  mantenere un dialogo e  uno scambio con quanti in esse operano in modo critico e attivo, nonostante le forme sempre più massicce di controllo e omologazione.

 

Si ritiene sempre valida l’affermazione che anche in contesti istituzionali la possibilità di incontrare e costruire rapporti significativi e fecondi è sempre possibile ed è possibilità che va salvaguardata e sostenuta.

A partire da tale riflessione la rete si offre di divulgare quanto è stato fatto e si fa ancora, nelle forme della sperimentazione e della ricerca in campo educativo, in tutte quelle esperienze che risultino legate ai modi ed alle pratiche libertarie.

 

La rete, e i soggetti che ne fanno  parte, vogliono elaborare ed offrire un punto di vista critico sull’istituzione scolastica, tanto statale che privata, rispetto ai suoi meccanismi di autoreferenzialità, burocratizzazione e la sua reale capacità di rispondere ai bisogni reali di chi la frequenta.

 

Lo scambio e le riflessioni avvenute nella rete hanno sottolineato fortemente la situazione di criticità delle istituzioni scolastiche e, in generale nella società, indice di un processo di trasformazione dei bisogni.

 

Sono presi in esame dalla rete elementi quali:

 

  • la fuga dalle istituzioni scolastiche in deciso aumento
  • la perdita di riconoscimento nella funzione di mediazione compiuta dalle istituzioni, quale unico referente legittimo a tutela e soddisfacimento dei bisogni della collettività
  • la sempre maggiore sintomatizzazione e medicalizzazione (disturbi di apprendimento, deficit di attenzione, iperattività……) del disagio soggettivo nella scuola statale e privata, e nelle istituzioni preposte all’aiuto
  • il bisogno di nuove forme di autogestione e condivisione (gruppi di acquisto, cohausing, modelli di transizione, gruppi educativi autogestiti…)
  • la considerazione che in  contesti di piccole e medie realtà abitative le istanze promosse possono realmente trasformare il contesto e quindi trovare anche modo di interagire positivamente con le istituzioni scolastiche producendo spostamenti anche significativi;
  • la ignificatività delle esperienze di educazione libertaria come riferimento per un  ‘modello’ organizzativo allargato.

 

La rete, su questi temi, si propone come osservatorio, luogo di elaborazione e agente di divulgazione di pratiche educative che si ispirano all’educazione libertaria, volte alla costituzioni di gruppi autogestiti a partire dall’infanzia. Facendo ciò la Rete pone anche attenzione a quali cambiamenti significativi si producono nelle relazioni sociali e familiari.

 

La rete può anche fornire eventuali riferimenti (link, nominativi, bibliografie…) a chi si interessi nello specifico di homescholing ma non ritiene tale pratica come rientrante nei contesti e nelle esperienze oggetto del proprio interesse.

 

 

5. STRUTTURA e  ORGANIZZAZIONE DELLA RETE

 

La rete necessita di un coordinamento strutturato attraverso la costituzione, al suo interno, di gruppi tematici e una costante riflessione collettiva su quali compiti e quali gruppi man mano debbano essere attivati.

Gli  incontri operativi sono la forma e il luogo dove definire insieme alcune linee prioritarie di indirizzo.

Qualsiasi possibile incarico o compito viene comunque considerato con vincolo di mandato, ossia a termine. Una volta conclusa una determinata attività, concordata collettivamente, il gruppo che l’ha svolta non ha più ragione di essere.

 

5.1 Obiettivi e necessità emerse:

  • creare un osservatorio delle esperienze in atto e avviare gruppi di ricerca su quelle questioni che emergono come importanti nelle esperienze dei gruppi educativi esistenti (es. la relazione con le famiglie, la formazione degli educatori, …)
  • organizzare, in questo senso, momenti di divulgazione e dibattito pubblico, per chiarire aspetti specifici delle pratiche di educazione libertaria, cogliendone il legame con le profonde trasformazioni che attraversano la contemporaneità (es. educazione libertaria e genitorialità, fuga dalle istituzioni, …)
  • avviare modalità di scambio e narrazione tra educatori/educatrici dei gruppi educativi libertari in una forma più costante e continua. Organizzare in questo senso momenti più frequenti di incontro che siano occasione di snodo e scambio delle positività e criticità delle stesse esperienze, evitando ad ognuna di esse il rischio della chiusura e dell’autoreferenzialità; volgendosi anche a realtà assimilabili per contiguità d’intenti
  • rendere efficiente e coordinata la risposta alle diverse domande che singoli o gruppi pongono ( realtà sul territorio, consigli su come partire con un gruppo, aspetti burocratici, ecc.,) con dei referenti di provincia o regionali
  • costruire un sito web che consenta una gestione condivisa dei contenuti ed una corretta accessibilità (es. Word Press), che possa rispondere efficacemente ai bisogni delle realtà educative operanti in Italia, ai genitori alla ricerca di esperienze sul proprio territorio e che contenga informazioni e collegamenti su questioni burocratiche e quant’altro, a studenti o persone interessate
  • organizzare annualmente un convegno nazionale
  • riflettere e valutare sull’opportunità di associazione della Rete all’Eudec.

 

GRUPPO OPERATIVO REL