FAQ

DOMANDE FREQUENTI

1) Cosa si intende per educazione libertaria? Quale è la differenza con l’educazione democratica?
Le scuole libertarie non si basano su un modello di insegnamento codificato, ma tutto viene concordato tra docenti e allievi.
Non c’è un sapere predefinito ma di volta in volta si decide come affrontare una materia di studio, e non c’è obbligo di frequenza.
Le attività vengono svolte dunque come proposte e non come obbligo e nel contempo i bambini  e i ragazzi prendono parte all’organizzazione della scuola discutendo e votandone le regole.
Centrale è in questo tipo di educazione il ruolo della relazione, dell’autonomia e dell’esperienza. L’utilizzo dei voti non è ritenuto necessario.
Il termine educazione democratica è quello scelto a livello internazionale per descrivere scuole che si rifanno alle idee appena sopra descritte. In Italia si è scelto di utilizzare anche il termine libertarie poichè l’aggettivo democratico è molto inflazionato.
Il ruolo dei genitori nel buon funzionamento di una scuola democratica è fondamentale in quanto partecipano sia con contributi economici che a volte offrendo le proprie competenze e conoscenze a favore della scuola.

2) Ci sono realtà vicine al mio territorio già esistenti? O gruppi al lavoro per farne partire?
Aprite la pagina aggiornata sulle esperienze alternative in Italia

Referenti per regione di progetti e di gruppi

Regione Referente Indirizzo
Friuli Venezia Giulia Raffaella friuliveneziagiulia@educazionelibertaria.org
Veneto Francesco veneto@educazionelibertaria.org
Lombardia Maurizio lombardia@educazionelibertaria.org
Liguria Silvia liguria@educazionelibertaria.org
Emilia Romagna Maura/Gabriella emiliaromagna@educazionelibertaria.org
Lazio Giada lazio@educazionelibertaria.org
Umbria Irene umbria@educazionelibertaria.org
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Puglia Claudia/Thea puglia@educazionelibertaria.org
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3) Come faccio ad approfondire il tema dell’educazione libertaria?
Consulta i diversi capitoli elencati nei contenuto del sito

4)Come faccio a diventare educatore libertario?
Non esiste alcun iter istituzionale o diploma che attesti quando si diventa educatore libertario.
Anche in paesi in cui esistono scuole democratiche da decenni non si è istituzionalizzato una formazione per educatore libertario.
Di solito il metodo scelto dalla maggiorparte degli aspiranti educatori è quello di passare un lungo periodo come tirocinante in una scuola, quindi imparare sul campo.

5) E’ possibile visitare le realtà esistenti in Italia e all’estero? Come?
In linea di massima si, sono le singole realtà a gestire le visite, per cui il miglior modo è mettersi in contatto diretto con la scuola che si intende visitare.
Per le scuole all’estero si può fare riferimento a www.eudec.org.

6) E’ legale non mandare il proprio figlio in una scuola statale?
Si, basta fare una dichiarazione al direttore del circolo di appartenenza in cui si ritira il proprio figlio dalla scuola statale e ci si avvale dell’ educazione parentale.
Qui trovate la legislazione riguardante l’educazione parentale o familiare.

7) Come si sovvenzionano le scuole libertarie in Italia?
In maniera privata, prevalentemente sono i genitori a coprire le spese con una quota mensile.

8 ) La proposta delle scuole democratiche va  interpretata come abolizione di disciplina?

Nelle scuole democratiche il numero di leggi  (votate dai ragazzi in parlamento) da rispettare è altissimol’autodisciplina di ogni ragazzo sorprendente. Può comunque sorgere spontaneo il dubbio che i bambini non riescano a gestire tutta questa libertà organizzativa, ma più di un esempio dimostra il contrario. Tra i principi educativi riportati da Erich Fromm nella prefazione al libro “I ragazzi felici di Summerhill” di A. Neill troviamo: “Libertà non significa licenza. Questo importantissimo principio significa che il rispetto per l’individuo deve essere reciproco. Se un insegnante non ha il diritto di usare la forza nei confronti del fanciullo, questi, da parte sua, non ha il diritto di usarla nei confronti dell’insegnante. Un bambino non deve imporsi a un adulto solo perché è un bambino, ne’ deve usare i molti mezzi di pressione a sua disposizione.” In altre parole attraverso gli strumenti del parlamento e del comitato di giustizia vengono regolati i casi in cui l’autodisciplina ha ancora bisogno di crescere.

9)Per quanto riguarda la presa di responsabilità mi sembra come se la scuola tradizionale è a un estremo e quelle democratiche sono all’altro. Una via di mezzo non sarebbe meglio?

Il tema della scelta è uno dei cardini dell’educazione democratica, infatti ogni giorno si chiede ai ragazzi di scegliere sinceramente cosa e con chi vogliono imparare. Grazie a questa possibilità costante di alternative e di libertà i bambini e i ragazzi sperimentano  come gestire il loro tempo e come compiere scelte per se stessi. Chiaro è che se ad esempio un gruppo di ragazzini sceglie di frequentare il corso di matematica, questi saranno tenuti a farlo con costanza durante tutto l’anno. Ogni corso si dà delle regole come ad esempio la frequenza obligatoria per non far perdere tempo agli altri o obbligo di fare compiti e cose simili, ma sempre decise insieme. L’idea di base è che non esiste un programma da svolgere, ma un percorso da scoprire e gustare. Ognuno è libero di trovare la sua strada e non c’è una formazione di base in senso classico a cui fare riferimento. In questa ottica  parlando di estremi nelle scuole democratiche si richiedere un alto grado di responsabilità (come rispettare se stessi) e in quelle tradizionali si releghi la responsabilità a fattori più circostanziati e misurabili (come l’aver svolto bene i compiti a casa).

10) In Italia quando si parla di scuole private nascono automaticamente delle perplessità: in una scuola privata, per quanto resa accessibile con una retta ”politica”, non si rischia di creare, accanto a stimoli educativi meglio calibrati che nella scuola pubblica, un ambiente socialmente impoverito? In altre parole, non si rischia di creare dei disadattati?

Durante tutto il percorso educativo i ragazzi, a parte in qualche raro caso, rimangono in famiglia e hanno legami nella città in cui vivono rendendosi quindi conto delle differenze tra realtà esterna ed interna alla scuola. Sono consapevoli della fortuna che hanno e godono di una alta autostima che poi li accompagna anche una volta finito il percorso scolastico, rendendoli degli adulti che pensano e che non seguono dei binari tracciati da qualcun altro se non li trovano adatti a loro. Una volta usciti da scuola hanno quindi tutte le opportunità aperte di fronte a loro, come i loro coetani usciti da una scuola pubblica, con la differenza che forse sapranno ascoltare i loro desideri e concretizzare i loro talenti con più semplicità.

11)Vorrei diventare membro attivo della rete, a chi mi devo rivolgere?
Basta scrivere a info@educazionelibertaria.org e comunicare il campo o i campi d’interesse!