Notizie da EUDEC

Una lettera inviata da Nazzarena Gaspari madre alla scuola
 libera e democratica Kapriole in Freiburg im Breisgau
15 luglio 2011
1nazzarena@arcor.de
	
Ultime nuove dal fronte della speranza
	
 Sono all'eudec/idec ( che roba è?- incontro europeo e internazionale delle
 scuole democratiche - european democratic education
 community/international) una di quelle situazioni in cui il mondo è bello
 e tutti sono intelligenti,e la speranza, la gioia e la contentezza di essere
 umani e non animali raggiunge il massimo. Da contraltare il mio cervello mi
 ricorda quante volte questo bellissimo sentire è stato smentito dal
 quotidiano. Che vuoi fare? Miseria umana all'attacco. In mezzo a tutti di
 tutto il mondo sento parlare italiano ( io vivo da 13 anni in Germania e la
 nostra quotidiana decadenza assume i contorni di una organizzata, pacifica e
 attiva maturità) e trovo un po di gente che non solo parla la mia lingua ma
 appartiene a coloro che stanno cominciando a costruire un mondo nuovo. Il
 mondo nuovo non funziona con le rivoluzioni, ma con una decisione, piccola,
 semplice e spesso scontata. (Esempio tedesco, le donne vogliono tornare a
 lavorare dopo aver avuto figli, quindi bisogna creare  - con difficoltà e
 tanta fatica ? asili nido) Questa gente ha deciso che i nostri ragazzi
 debbono avere un'altra educazione. Non più il bel paternalismo caro alle
 suore, l?autoritarismo caro al sistema statale ma la democrazia. Nel nostro
 paese si può ridere di questo, si può ridere perché la scuola per tutti la
 creò il fascismo, perché lo sforzo di intelligenza e costruttività fatto
 dalla generazione precedente affonda sotto la povertà mentale di una
 politica che crede di acquistare voti cattolici foraggiandone la scuola e
 distruggendo quella statale, si può riderne perché la formazione dei maestri
 è stata per secoli in mano alla chiesa. Oppure si può cercare di capire cosa
 è;capirne le possibilità e i limiti, stimare ? e condividere o no, sempre
 con rispetto lo sforzo altrui.
	
 Le scuole democratiche sono una nuova forma di educazione basata sulla
 libertà del bambino. Non puoi fare come ti pare, ma ti trovi in una comunità
 e puoi esprimere quello che ti serve,essere come ti pare,muoverti dentro le
 regole stabilita tutti insieme ( e quindi condivise e accettate, mai
 combattute) ed essere accettato, tollerato ? se sei hai limiti ? ed aiutato
 ad essere  - se quello che sei è molto lontano dagli altri. Le regole sono
 una necessità e vengono decise TUTTI INSIEME. Questa idea di base trova
 mille modi di essere,alcune scuole coinvolgono i genitori con il lavoro,
 altre scuole non li vogliono tra i piedi. Alcune scuole pretendono un
 assunzione di responsabilità da parte dei ragazzini che altre scuole trovano
 eccessiva. Alcuni hanno un direttore, altri soltanto il segretario. Le
 scuole più grandi raggiungono i 300 ragazzi (israele) le più piccole una 15
 di bambini. Tutte le scuole sono in un cammino di crescita e
 sperimentazione, dubbi, domande, speranze, sentimenti che non hanno a che
 fare con la logica ma si riferiscono alla storia personale di ogni genitore
 sono presenti dovunque. In questo brodo che c?entrano gli Italiani?c?entrano
 c'entrano!!! L?impegno di pochi a costruire alternative alla scuola pubblica
 ( cercando anche di muoversi \"nella\" scuola pubblica da ricreare) e alla
 scuola cattolica (l'unica oggi ad avere nel suo curriculum la trasmissione
 di valori e non soltanto dipendente dal buon cuore e volontà degli
 insegnanti) scalda il cuore. La fede nell'essere umano,  non credere che il
 mondo è pieno di svelti ai quali dimostrare che qui nessuno è fesso,
 contraddistingue queste persone. Nella scuola democratica non si getta fango
 sull'altro, non si giudica, non si mente, non si picchia, non si deride
 perché altrimenti sei assolutamente solo. Certo gli adulti parlano di
 principi di empatia, giustizia, rispetto, attenzione all'altro; i ragazzini
 sperimentano ? se mi comporto da stronzo nessuno gioca con me. E' una
 sperimentazione che non passa per le classiche aule, nessun bambino si
 diverte a fare matematica in modo sterile, o ad imparare ortografia e
 grammatica, magari vuole scrivere una lettera alla regina di Inghilterra e
 chiede aiuto perché non vuole sbagliare, o impara un francese da cucina
 perché ama cucinare i dolci con l'insegnante di francese (e anche la
 moltiplicazione perché siamo tanti e le ricette son solo per 4 persone);
 passa magari un anno nell'officina di falegnameria ad affinare la propria
 motricità fine, e l?anno dopo a giocare a pallone, imparando come si
 risolvono i conflitti senza fare a botte. Un altro anno può essere dedicato
 a capire come lavoro insieme agli altri nella officina di informatica, e un
 altro ancora a capire cosa veramente mi piace e cosa no, e a non farmi
 trascinare dagli amici ma a fare veramente quello che voglio io. In mezzo a
 questi processi sono responsabile per la pulizia delle classi e per il buono
 stato degli attrezzi che uso,vengo ripreso dagli altri se non faccio il mio
 lavoro, perché esso è importante, da esso dipende lo star bene di chi verrà
 dopo di me in questa stanza e userà questi attrezzi. Se mi comporto male
 dovrò viverne le conseguenze, accettare di spiegarmi -  perché ho picchiato
 qualcuno o scassato apposta un attrezzo ? accettare o meno  la punizione
 stabilità da un gruppo preposto che lavora su segnalazione dell'offeso. Se
 non accetto la punizione posso ridiscuterla, pretendere di capire dove e
 perché ho sbagliato. Cosa ci faccio io genitore in mezzo a tutto questo?
 Soffro e cresco e gioisco. Soffro tutte le volte che il classico curriculum
 scolastico non viene rispettato, cresco quando mia figlia mi insegna ad
 ascoltare e capire piuttosto che a giudicare con la formuletta delle suore
(cara la mia suor Alba), gioisco quando vedo la felicità dei miei figli e i
 risultati ottenuti dai più grandi agli esami .Soffro quando mi accorgo che
 mio figlio gioca a pallone e non impara a leggere e scrivere, cresco quando
 capisco l'importanza che ha per lui riuscire a crearsi amici e a farsi
 amare, gioisco quando vedo i ragazzi grandi che lo accettano e lo amano per
 quello che è (sporco, folletto gioioso sempre tra i piedi).  Inoltre sogno:
 sogno il mio paese pieno di persone che fanno il loro dovere, che discutono
 senza interrompere,che realizzano quello che desiderano, che si propongono e
 propongono con onestà e serietà. Un paese democratico in crescita. E
 l'Italia lo è, di nuovo in crescita, lentamente bollono nuove energie, altre
 possibilità. Quindi in questa manifestazione bellissima, piena di gente di
 tutte le lingue (che spesso parla un inglese opinabile e mi far sentir bene
 nella mia umana ignoranza) ho incontrato Irene Stella, che fonda una scuola
 di tipo democratico per  il livello  elementare in una frazioncina in un
 paesino vicino Perugia, oppure Simone Piazza, maestro viaggiatore e
 resistente di Treviso che  cerca di democratizzare la scuola pubblica (tra
 le altre cose ha ideato dalle sue esperienze in scuole popolari e
 comunitarie sudamericane il progetto ?A scuola di Partecip-azione?,
 simone.edu.care@gmail.com), che sta ora organizzando con un gruppo di amici
 una piccola esperienza educativa alternativa pomeridiana nel bosco del
 Montello (blog: http://scuolachenonce.wordpress.com/) e mi ha parlato di
 Francesco Codello ? preside d'avanguardia che cerca da anni di portare
 democrazia nella scuola italiana ed è uno dei promotori della Rete italiana
 di Educazione Libertaria (www.educazionelibertaria.it); oppure Sandra
 Sartorelli
 che prende contatti con Stelios, Greco d'origine di madre lingua inglese,
 professore di matematica, che insegnerà nella scuola elementare di Feltre
 (La tana degli scoiattoli:sandra.sartorelli@libero.it) oppure Andrea Sola
 che fa collaborazioni artistiche con Kiskanu  di Verona e vuol venire nella
 scuola dei miei figli con i suoi ragazzi. E ancora Francesca  educatrice di
 Strada nel Brenta, e Gianmatteo, insegnante di scuola pubblica e fondatore
 dell'associazione zero in condotta di Rimini, che ha lo scopo di promuovere
 una discussione sulle possibili educazioni alternative. Tante belle persone,
 il mio paese.
Nazarena

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