Impressioni

Il 4 Agosto a Roskilde, una cittadina danese sulla sponda di un fiordo, ha inizio la seconda conferenza annuale della EUDEC.

Dopo una buona colazione preparata dall’ organizzazione, tutti i partecipanti si riuniscono in assemblea plenaria e danno inizio ai lavori.

Siamo 107 a 15 diverse nazioni, alcuni veterani altri nuovi all’ argomento, molti studenti. Viene spiegato come si svolgeranno gli incontri:

  1. Non esiste un programma prestabilito a priori  ad eccezione dell’ assemblea plenaria dove vengono discussi temi necessari all’ associazione.
  1. Ogni partecipante puo’ proporre un argomento da affrontare e appone  titolo, orario e luogo in una lavagna all’ ingresso. Tutti sanno cosi’ quali sono i seminari a cui possono partecipare.
  2. Parallelamente a tutti cio’ viene portato avanti un progetto che consiste nell’intervistare alunni, insegnanti, genitori e chiunque abbia a che fare con l’ educazione democratica. L’intento e’ quello di creare una specie di archivio di riposte in forma di viedo per far toccare con mano cosa significa vivere in una scuola democratica.

Temi della prima giornata

I seminari della prima giornata sono molto vari;  dalla presentazione delle 15 scuole partecipanti allo sviluppo/miglioramento del sito della EUDEC (www.eudec.org),  dalla creazione di sottoassociazioni nazionali che facciano capo alla EUDEC (sarebbe bello che anche l’Italia fosse presente) alla organizzazione di scambi di insegnanti e alunni di diverse scuole democratiche. Interessante e’ la partecipazione attiva dei ragazzi che propongono e gestiscono loro stessi alcuni dei seminari. Non si scorge una differenza tra i seminari proposti dagli adulti, magari anche famosi scrittori e  gli studenti: tutti vengono presi sul serio!

Solo in assemblea plenaria vengono prese decisioni, tramite votazione per alzata di mano, solo i membri e per le scuole un membro rappresentatne possono votare. E’ un processo lungo, a volte estenuante districarsi tra le varie mozioni per poi contare le preferenze, ma e’ cosi’ che funziona!! Una delle decisioni prese nella prima giornata e’ quella di diventare membro di EFFE, una associazione che si occupa di liberta’  nell’educazione e in particolare si interessa a livello europeo di arrivare fino a Bruxell e ricevere attenzioni e riconoscimenti dai politici attraverso lobbie, articoli su giornali e quant’ altro.

Molto si e’ discusso anche sulla necessita’ di cambiare logo arrivando alla conclusione che i consiglio, ovvero i comitato decisionale del’ EUDEC, segliera’ quale tra le 4 varianti proposte verra’ accettata.

Chi gestisce la cucina?

In cucina ci sono dei volontari che lavorano prima e dopo i pasti cosi’ che con un turno a persona si riesce a gestire l’intera “pensione completa“. Questo permette ai partecipanti di familiarizzare,conoscersi meglio e scambiareimpressioni che durante i seminari e l’assemblea plenaria vengono rimandate. Il clima in cucina e’ sempre festoso e i pasti, quasi sempre vegetariani, sono incredibilmente buoni e belli!

 

La scuola offre tra l’ altro la possibilita’ di dormire la notte nella palestra con il porprio sacco a pelo. Questo condividere spazi di solito privati ha fatto si’ che molte barriere comunicative cadessero velocemente.

La mattina seguente la lavagna in cui si raccoglievano le proposte di seminari era di nuovo piena di titoli interessanti. La dinamicita’ di questo modo di organizzare una conferenza e’ impressionante, fa capo alle risorse di ognuno dei partecipanti porta con se e ha voglia di condividere. Fa si’ che soltanto chi e’ interessato partecipi attivamente ai seminari e che a chiunque abbia una curiosita’ o voglia sviscerare un problema venga data la possibilita’ di farlo.

Risultati di un seminario

Con un gruppetto di persone la sera precedente mi sono attardata a parlare ed e’ venuta fuori la domanda: quali  servizi  EUDEC puo’ offrire ai suoi membri? Cosi’ la mattina seguente abbiamo proposto un seminario su questo tema. Tra le idee sono venute fuori

  1. la possibilita’ di visitare le scuole democratiche aderenti al’associazione con riorita’ rispetto alle altre  (numerose) richieste di visita, stage e quant’ altro.
  2. rendere nota una bibliografia in inglese e quando possibile nelle diverse lingue dei libri che introducono al tema edi quelli che lo approfondiscono.
  3. creare un corso per prepararsi a diventare insegnanti pronti ad una educazine democratica, basandosi anche sulle esperienze dell’ Istituto israeliano per l’educazione democratica
  1. pubbicare nel sito le leggi che permettono di aprire una scuola democratica paese per paese
  1. cerare di far riconoscere questo come un modo di insegnare (come sono riconosciuti Steiner e Montessori ad esempio)
  2. istituire un gruppo che si occupi di fare ricerca sulla validia’ dell’ educazione democratica (sulla motivazione allo studio, su cosa fanno i ragazzi che hanno frequenato una scuola democratica dopo 5\10 anni, se c’e’ una correlazione positiva con la presenza di malattie come attacchi di panico, disturbi dell’ apprendment e cosi’ via)

Eudec, in plenaria, si e’ chiesta quali sono le mete e i traguardi a cui aspirare nei prossimi 20 anni, ovvero si e’ interrogata su quale direzione prendere. Il punto cruciale e’ il grado di apertura verso le scuole che non sono democratiche, oche lo sono solo in parte. La perplessita’ ad aprire a tutte le scuole che condividono i principi di EUDEC e’ quella che una massiccia presenza di queste potrebbe compromettere la natura dell’ associazione stessa. L’ interesse ad aprire a scuole interessate, ma non ancora democratiche, d’altra parte e’ dovuto dla fatto di aiutarle nel difficile processo di democratizzazione.

Non solo seminari e assemblee

Attivita manuali proposte da una scuola ucraina

La sera il ritardo della cena ha fatto si’ che si creasse un’ atmosfera di festa in cui si e’ cantato, ballato e si e’ girato anche un minifilmato simpatico che potete vedere su http://www.youtube.com/watch?v=TCU_632PGmQ. E il risultato nella foto sopra….EUDEC!!

Comments are closed.

Previous Post
«